Le regole : la famiglia ha il compito di allevare ed inserire i figli nel mondo adulto. La domanda che i genitori si pongono più frequentemente è: che stile educativo devo adottare? Devo essere più rigido o permissivo? Non esistono modelli educativi assoluti, ma sicuramente l’esistenza di regole e la capacità di saper dire di “no” al bambino, sono un fattore educativo di primaria importanza. Contrariamente a come si crede, l’imposizione di regole rappresenta un atto di fiducia nei confronti del bambino, che può riflettere sul suo atteggiamento.
La troppa rigidità o l’iperprotezione da parte di un genitore possono deviare il corretto sviluppo del bambino; infatti per lui i rimproveri e le approvazioni sono elementi attraverso i quali costruisce l’interazione con i famigliari. Affrontando l’autorità genitoriale il bambino sviluppa quello che Freud definisce il “Super-Io”, nonché la coscienza morale.
Le punizioni o le urla possono creare nel bambino uno stato d’ansia che porta ad un desiderio di continuo voler accontentare le richieste dei genitori, questo comportamento è definito conformismo psicologico, che implica un atteggiamento di compiacenza e soggezione verso gli altri.
Le troppe attenzioni, invece, non consentono al bambino di sperimentare, di scoprire, e anche di sbagliare, quindi di ritenersi autonomo sentendosi sempre dipendente dai genitori.
Un altro fattore molto dannoso per la crescita del bambino è la trascuratezza da parte dei genitori magari troppo presi dalle attività lavorative o quotidiane. I bambini che trascorrono un’infanzia di questo tipo rischiano di diventare ansiosi e in continua ricerca d’affetto e attenzioni.
- L'adulto non si deve sostituire al bambino, ma deve aiutarlo nello sviluopare la sua mente. Il bambino che cammina dev'essere visto come un esploratore, e la mano come quel mezzo attraverso il quale il bambino può esprimere i suoi sentimenti ed entrare in contatto con il mondo.
(Maria Montessori, 1956).
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